Cucina indiana
Uno sguardo alla cucina indiana
La cucina indiana presenta una grande varietà di tradizioni culinarie dovuta alla variegata situazione etnico-culturale che caratterizza il Paese (basti pensare alle diverse prescrizioni imposte da islam e induismo).
Riso, farina atta, legumi, oli, spezie o miscele di spezie (peperoncino, cumino, curry, garam masala, goda masala) e portate piacevolmente saporite sono le pietanze che difficilmente mancano in un ristorante indiano. A prescindere dalla diffusa cucina vegetariana, due sono comunque i ceppi principali. Il primo fa ampio ricorso al tandoor (un forno in terracotta ad elevata temperatura entro cui cucinare carne e pesce) e al pane mentre non enfatizza l'uso di spezie e aromi piccanti. Il secondo è invece noto per le diverse composizioni di curry (non una spezia come si è soliti ritenere, ma una famiglia di spezie) e per l'uso di riso bianco o pilaf ad accompagnare pietanze più piccanti.
A tavola non esistono primi o secondi: tutti i cibi vengono disposti contemporaneamente in piatti separati di modo da lasciare libera scelta di abbinamento a ogni commensale. Acqua o qualche tipologia di succo locale sono le bevande che accompagnano ogni pasto; da provare una tra le molteplici varietà di the aromatizzati.
Tradizione vuole che si mangi per terra o su delle stuoie o su dei cuscini e ci si serva delle dita della mano destra al posto delle posate. Questa abitudine è ormai scomparsa nei ristoranti in India e non è proposta in Occidente. E' possibile invece imbattersi in ristoranti che propongono una cucina fusion, mix di prodotti italiani cucinati con le tecniche indiane.
I ristoranti indiani a Milano
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